Era il dicembre 1990 quando il World Wide Web vide la luce sulla mia scrivania a Ginevra. Era composto da un sito web e un browser, entrambi sullo stesso computer. Quella semplice configurazione sottolineava un concetto profondo: chiunque poteva condividere informazioni con altre persone in ogni parte del mondo. Fu con questo spirito che il Web cominciò a diffondersi rapidamente ovunque. Oggi è profondamente integrato nelle nostre vite: lo diamo per scontato, ci aspettiamo di averlo sempre a disposizione, come l’elettricità. Il
Web è cresciuto fino a diventare uno strumento potentissimo ed estremamente diffuso grazie ai principi egualitari su cui è stato costruito e al lavoro di migliaia di persone, università aziende che hanno partecipato - sia insieme sia separatamente come parte del World Wide Web Consortium - per sviluppame le potenzialità sulla base di questi principi.
Il Web come lo conosciamo, però, sta subendo diverse minacce. Alcuni dei suoi abitanti di maggiore successo hanno cominciato a minarne i principi. I grandi social network stanno rendendo inaccessibili al resto del Web le informazioni pubblicate dai propri utenti. Alcuni dei fomitori di accesso a Intemet (Internet Service Provider, ISP) che oñirono connettività wireless sono tentati di rallentare il traffico verso i siti con cui non hanno accordi commerciali. I govemi - totalitari o democratici - stanno monitorando le abitudini on line dei cittadini mettendo in pericolo importanti diritti umani.
“Lunga vita al Web” di Tim Berners-Lee su Le Scienze di febbraio 2011